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#18 Commenti

  • Collina Del Sole Di Paolo Caorsi Azienda Agricola Vitivinicola

    Caro Paolo complimenti per l'articolo, si dovrebbe esserlo veramente su tutti i giornali ma anche loro fanno parte di questo sistema di omologazioni.
    L'Italia da una decina di anni si è voluta trasformare in quello che per natura non è! In un paese industriale (Montezemolo ovunque) da volersi vantare al mondo per i suoi grandi industriali e potenti società il "sogno" Americano che si è cercato di trapiantare in Italia. Per me non è un sogno ma un cancro! E se ne vedono le conseguenze.
    L'Italia avrebbe dovuto tenere la sua supremazia soltanto nell'agricoltura, natura, artigianato in genere, turismo, enogastronomia, cultura, spettacolo. Insomma piccole e medie imprese. E invece siamo arrivati al punto che in certi posti naturali meravigliosi sono pieni di immondizia in altri si è troppo costruito addirittura industrie e capannoni (ma si sono un bel paesino con tani campi facciamo un pò di capannoni così le Ditte vengono da noi a portar soldi). Insomma si è troppo trascurato e rovinato quello che è l'Italia trasformandola in un ibrido senza più valori e tradizioni che anche la gente ha ormai perso.
    L'idea di progetto comune è per questo importante, ma in uno sfacelo simile sarà poi recepita, ci lascieranno almeno provare? O solo all'estero?

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    #1
  • Sorgentedelvino.it

    Sorgentedelvino.it

    Il problema non è solo italiano, ma globale. Le grandi imprese industirali e le multinazionali stanno schiacciando la realtà non solo in italia, ma in tutta europa, in asia, nelle americhe, in africa. Tutti gli angoli del mondo diventano possibile mercato, luogo per vendere, bacino di utenti.
    Quindi non ne farei davvero una questione italiana...

    In generale il problema è ancora più radicale secondo me: la maggior parte della gente ha perso il contatto con la realtà. La realtà è oggi più il supermercato che il campo, è più importante la mela rossa che la mela buona... E' ignoranza, ma di chi è colpa? Come dici tu dell'informazione e di una distribuzione sbagliata. Ma come fai se stai in città e hai il tempo contato per fare la spesa, se l'atto di cibarti è per te un mezzo di sussistenza, come fai ad approfondire? Molta gente ha problemi ben diversi dal prodotto alimentare corretto: il miglior telefonino, la bella macchina potente, il vestito firmato, la notte in discoteca, ma anche (purtroppo) trovare il tempo per passare a trovare una mamma malata, trovare il tempo per portare il bambino ai giardinetti, trovare il tempo per stirare. La nostra vita si è riempita di "cose importanti" che forse così importanti non sono. Se la gente riuscisse a tornare a vivere fuori dalle grandi città forse vedrebbe la natura con altri occhi e anche le mele verrebbero mangiate quando cominciano ad apparire sugli alberi... ma per il momento siamo molto lontani da tutto ciò.
    Già riuscire a parlarne è un piccolo passo avanti, ma c'è davvero tanto da fare...
    Scusate se vado un po' sul filosofico, ma secondo me l'argomento lo richiede...
    Ciao, Barbara

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    #2
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    potrebbe essre, spero, un passo avanti l'iniziativa dei mercati dei produttori che adesso la legge finalmente prevede. accorciare la filiera e quindi dovrebbe avvicinare il consumatore all'originale con costi equi. so che quì entro in un terreno bollente: permettere attività commerciali alle aziende agricole, ma credo che ci possa essre spazio per tutti. sicuramente si guadagna in trasparenza.
    Vincenzo

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    #3
  • Azienda agricola Samperi di Giovanni Trovati

    Sottoscrivo anche io tutto quello che ha scritto Paolo. Anche se ho una briciola di ottimismo. Credo, infatti, che questa discussione negli anni 80 non sarebbe potuta avvenire.

    Giovanni

    ps a casa mia stiamo litigando su dove mettere il televisore. Nessuno lo vuole. Mi dispiace per Baudo ma la televisione è veramente ai minimi.

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    #4
  • Tenuta del Conte

    Tenuta del Conte

    Ciao a tutti.
    @ Paolo:
    complimenti! Lo avevi preannunciato al post del mio blog, e l'hai realizzato a modo.
    Mentre leggevo il post ho fatto la riflessione che è la medesima con la quale concludi: costa tempo e fatica, ma mi permetto di aggiungere SACRIFICI che vanno ben oltre la "fatica fisica". Sono sopportazioni morali - allorquando ci si trova di fronte ai rappresentanti/distributori che sono pro-omologati, per le ragioni che hai dettagliatamente esposto.

    @ Barbara:
    daccordo che non è solo un problema italiano, ma ad appesantirlo siamo noi stessi italiani che purtroppo siamo poco nazionalisti. Poi - a mio avviso - c'è anche Bruxelles che ci mette del suo.
    Comunque rilevo che i particolari che indichi: bella auto etc., sono elementi tra i quali ha citato Paolo nel post iniziale: """l'attenzione per ciò che è appariscente ...""", ma sicuramente non depongono bene, quindi non hanno giustificazione comportamentale e, ancora di più, morale.
    Tuttavia, anch'io spero che il parlarne costituisca già un passo in avanti!

    @ Vincenzo:
    l'azienda agricola fa comunque attività commerciale, penso io; voglio dire che questa non è identificabile come tale solo con la vendita al consumatore finale.
    Personalmente, e sia come produttore che come consumatore, sono del parere: benvenga la filiera.
    Ciao
    Giuseppe Parrilla

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    #5
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Paolo C.
    Io mi sto ancora chiedendo quale sia il fattore che ha permesso all'individualismo Italiano, fonte della sua stessa ricchezza e tipicità, di deteriorarsi in quello a cui stiamo assistendo.
    Non voglio entrare nel nauseante dibattito politico, rimango sul piano del buon senso generale e osservo che fra qualche anno saranno finiti i fondi dati dall' Europa all'Italia per la realizzazione della competitività sul piano internazionale. Fondi che, in parte sono stati spesi male, che in parte non sono affatto stati spesi. E quindi osservo che questa disinformazione legata ad una cultura evanescente, non solo ha perpetrato il danno, ma ora impedisce di porvi rimedio.
    Speriamo che siano davvero tante le coscienze che si uniscano per impedire con forza di arrivare al punto di non ritorno.

    @ Barbara
    Hai ragione, il problema non è solo Italiano, ma in Italia assume una connotazione del tutto particolare. Siamo il popolo della bella vita, non per generalizzare, ma metà del paese pensa ancora che quello che lavora è il fesso, che è meglio essere furbi che intelligenti. Lo vediamo ogni giorno.
    Forse è che l'Italia davvero si sforza sbagliando di essere quello che non è anziché puntare tutto sul valorizzare quello che è ! A differenza di altri popoli, l'Italia non eccelle in nient'altro se non in turismo culturale, enogastronomia, paesaggi. Quindi sono questi da dover difendere, promuovere e rilanciare. A differenza di altri paesi che hanno altre punte di forza e che, quindi, anche se perdono la cultura verso certe tradizioni, avranno un popolo malato ed impoverito culturalmente, ma l'economia a posto. Noi no, se perdiamo quello abbiamo perso tutto.
    Come dici tu, la nostra vita è diventata assurda, ce la siamo fatta riempire di falsi bersagli, in tutto questo la disinformazione ha giocato un ruolo determinante. E da bravi Italiani, siamo andati anche ad importare i modelli di altri paesi acquistando format televisivi dall'estero, macinando ore di film di produzione estera dove ci hanno proposto modelli esteri di consumo. Quindi abbiamo una generazione di gente che è più incline a consumare omologato avvantaggiando i produttori esteri e quelli non lungimiranti nazionali, piuttosto che una generazione capace di apprezzare il grande valore unico al mondo della tradizione Italiana.

    @ Vincenzo,
    Probabilmente quello che dici tu, è una ulteriore possibilità di sbocco per i prodotti e forse occasione anche di avvicinare la gente alla giusta informazione.
    Il problema è che io credo non si sia capito il problema di fondo, non basta accorciare la filiera per questioni di razionalizzazione dei costi, occorre anche che il consumatore sia interessato a riappropriarsi della capacità di riconoscere il valore della nostra tradizione.
    Altrimenti la burrata non la si venderà più, non la si produrrà più, alcuni prodotti meravigliosi e tipici, spariranno per dare spazio ad una serie di prodotti standardizzati prodotti dalla grande industria. Quindi danno doppio, popolazione sempre più omologata e di conseguenza ammalata perché si ciba male, danno irrecuperabile al paese perché, diciamocelo, industrialmente parlando, non è competitivo. Riusciamo ad importare persino latte e burro, ultimamente persino il pane arriva dalla francia congelato, la farina Italiana esiste ancora ?

    @ Giovanni,
    A me per Baudo non dispiace, anzi, nulla di personale, ma crollasse tutto il sistema televisivo sarebbe una liberazione per la gente che sarebbe così costretta a tirar fuori la testa dal buco nero deve la tiene deliberatamente infilata. Sono anche io ottimista, di solito si attribuisce al realista di essere necessariamente un pessimista, ecco, io penso di essere un realista ottimista. Penso che quando si arriva a raschiare il fondo del pozzo, prima o poi si rincomincia a salire.
    Il fatto che in Italia ci siano tante meravigliose piccole realtà che lavorano bene non ostante tutto, mi fa sempre sperare che quando il sistema entrerà nella sua contraddizione più vera, noi saremo pronti perché avremo conservato con cura quello che di più importante esiste.
    @ Giuseppe
    Quando mi trovo di fronte a gente che si accomoda nell'omologazione, penso sempre ai miei figli, alle schifezze che mi chiedono di comperare, alla maionese fatta in casa che da bambini non volevano neanche vedere, alle fatiche per fargli accettare sapori nuovi !
    Penso : caspita, quelli che dovrebbero essere sapori riconosciuti vengono visti addirittura come nuovi, ciò che dovrebbe essere conosciuto, viene visto come alieno.
    E che fatica riabituarsi a certi sapori forti !
    Oggi però, non dico tutto, ma un formaggio d'alpeggio lo mangiano, anche un capra, adorano quella maionese fatta fresca in casa, hanno riacquisito un po' di cultura e questo perché noi genitori, convinti di fare il oro bene, li abbiamo amati al punto da non permettere che non sviluppassero l'esperienza di conoscere prima di poter scegliere.
    Questo credo sia l'atteggiamento che possiamo e dobbiamo avere con il nostro consumatore, distributore, agente di vendita, amarlo e fargli comprendere che per il suo bene e quello del consumatore, deve conoscere e non contribuire all'omologazione dei gusti.

    @ Tutti
    Se non altro se non perché è giusto, vediamolo anche sul piano meramente economico, non basta proteggere le denominazioni se non c'è più nessuno che sappia che differenza c'è tra un parmigiano reggiano 36 mesi e un parmisanello no ?

    Ciao
    Paolo

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    #6
  • Aogi

    Aogi

    Ciao Paolo, ciao tutti,

    Paolo, complimenti e grazie per il tuo post.

    So che qui nessuno ama la frase "non ho tempo", ma come ho già scritto altrove, davvero sono nelle curve già da più di un mese, e di conseguenza nello scrivere divento ancora più sintetica del solito.
    Perdonatemi.

    Da una decina di anni quotidianamente mi sono chiesto e mi chiedo "perché succede questo, perché succede quello", e dopo serie e serie di pensieri e ragionamenti, mi sono sempre imbattuta in alcune realtà schiaccianti (che presumo possano essere vicine se non uguali a quelle che dice Barbara qui sopra):

    egemoni di energie, acqua, cibo, giornalismo, farmaci, altre materie principali, armi... e denaro.

    Mi danno della pazza quando dico che persino la politica in realtà è completamente controllata sia a livello nazionale che mondiale (la mia visione è che stiamo vedendo solo degli spettacoli e gli attori sono pagati da noi ma comandati dalle entità amiche tra loro).

    La situazione che Paolo ha evidenziato non è altro che UNA GUERRA GI└ IN CORSO.

    Giusto per tornare ai ns. comuni interessi, proviamo a fare delle ricerche su internet con parola chiave "Cargill", e poi "Monsanto".
    Vediamo quanti siti direttamente collegati a questi soggetti esistono.
    Andiamo a vedere cosa fanno (un "piccolo" esempio: http://www.ethicalinvesting.com/monsanto/terminator.shtml), da quando, e come sono arrivati ad essere quelli che sono oggi.
    Sono, appunto, egemoni effettivi di un settore intero.
    ╚ non solo!
    Immaginiamo cosa sarebbero capaci di fare.
    Hanno il potere pareggiato con egemoni di tutti gli altri campi qui sopraelencati --- sono "amici", voglio dire.
    Sembra di capire il "perché" di certe pieghe che prendono la politica europea e quella italiana.

    Dobbiamo renderci consapevole di questo fatto e non perderlo mai di vista.

    Detto tutto ciò, dopo apertura degli occhi, dobbiamo certamente tornare a ragionare su cosa possiamo fare al posto dove stiamo, nel ns. piccolo.

    ╚ una opinione mia personale che non so fino a che punto sia stato opportuno esporre qui.
    Urterà forte non poche persone, darà fastidio, causerà contrarietà.
    --- Ma ho provato a scriverla una volta per tutte.

    Ciao,
    Aogi

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    #7
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Ciao Aogy,
    Perfettamente d'accordo, sapevo che mi sarebbe stato quasi impossibile lasciare fuori la politica...
    La cosidetta competizione sui mercati non è altro che una guerra.
    Nel marketing è ormai consueto usare termini di derivazione militare nel definire le strategie aziendali.
    Dopotutto, senza scendere nei particolari , " conquistare un mercato " vuol proprio dire " conquista ".
    Il tutto non sarebbe male se nel fare queste conquiste non ci si dimenticasse che il cosidetto " mercato " siamo noi, persone.
    E soprattutto se non ci si dimenticasse di trarre esperienza dalla storia, tutto torna !
    Ciao
    Paolo

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    #8
  • Patrizia Rampa de Il Brolo

    Patrizia Rampa de Il Brolo

    Questa mattina viaggiando in macchina immersa nei miei pensieri mi stavo chiedendo : quanta gente ha ancora voglia di credere che le cose possano cambiare...? e quante di queste persone credono che il cambiamento dipenda dal sistema e non dal contributo di ogni singolo individuo, ciascuno nel suo piccolo ? e mi son detta , quasi quasi apro un Post sull'argomento, poi ... .arrivata in azienda ho letto il post di Paolo e mi sono resa conto di quanto, mi pare di poter dire, volesse esprimere piu' o meno lo stesso concetto... E' drammatico vedere lo stato di omologazione a cui ci si stà abituando, è drammatico il bombardamento dei media e l'assoluta incapacità da parte della gente di uscire fuori dagli schemi , di non sapere filtrare e mediare le notizie con senso critico, quindi di subirle. Ma dove è finita la voglia di ribellarsi a tutto cio' ? di dire basta ad un sistema che non funziona ? Smettiamola di pensare che non dipenda anche, o meglio soprattutto da noi stessi il cambiamento, spostando sempre il problema all'esterno.
    Il nostro Paese è un paese meraviglioso , fatto di gente altrettanto meravigliosa, ho sempre pensato che noi Italiani siamo ,a differenza di tanti altri popoli, creativi fantasiosi e veri (genuini) , ma dove è finito tutto cio' ... a chi vogliamo assomigliare, chi vogliamo copiare , ??? Per andare dove poi ?...
    La stessa Spagna molto vicina alla nostra cultura ci stà superando su tutti i fronti... Torniamo ad essere un popolo fatto di persone che hanno ancora voglia di lottare e sacrificarsi non solo per il proprio bene ma per il bene comune , torniamo a credere in una vita migliore che a mio avviso non è certo data dalla soddisfazione in beni materiali e futili, ma dalle piccole grandi cose quotidiane, e dal frutto di un lavoro ,qualsiasi esso sia, fatto con passione , anche il lavoro piu' difficile al mondo che a mio avviso oggi è quello di essere genitore. Portiamo i nostri figli in campagna a contatto con la natura invece di portarli a comprarsi abiti firmati perchè altrimenti non vengono accettati dal gruppo, o a comprare i telefonini dell'ultima generazione perchè senno si sentono degli sfigati
    Aiutiamoli a capire che non è omologandosi alla massa che si è felici, quella non è felicità , aiutiamoli a scoprire per poi sapere apprezzare le cose sane e vere della vita e soprattutto ad essere individui unici, proprio perchè diversi , ciascuno con la propria personalità , non una massa di giovani sfigati senza piu' un senso della vita e dei valori .
    Possono sembrare tante ovvietà quelle che ho scritto ma haimè non è cosi'... altrimenti oggi non vivremmo in una società in cui i valori veri, i principi , il rispetto sembrano non esistere piu'.
    Con questo non voglio arrogarmi il diritto di insegnare niente a nessuno ma solo testimoniare il mio impegno quotidiano ,... io ci provo, certo non è facile, soprattutto educare i nostri figli , poi staremo a vedere ... solo i risultati mi daranno o meno ragione. Buona riflessione a Tutti . Patty


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    #9
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    @paolo
    ma hai capito a cosa mi riferivo? se i produttori possono (e prima non potevano) vendere direttamente i propri prodotti nei mercati (di zona chiaramente) si consente alla gente, che altrimenti sarebbe costretta a comprare al supermercato prodotti standard, di scegliere prodotti tipici, originali e genuini a prezzi equi.

    è quello che è successo quì in un paese vicino a me. hanno cominciato dei produttori di cinta senese a vendere carne di questa specie in via di estinzione, 2 giorni alla settimana. ora sono aperti 7 su 7. in questo modo i consumatori hanno riscoperto un prodotto tipico che stava sparendo dal nostro paese.

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    #10
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    @paolo
    ma hai capito a cosa mi riferivo? se i produttori possono (e prima non potevano) vendere direttamente i propri prodotti nei mercati (di zona chiaramente) si consente alla gente, che altrimenti sarebbe costretta a comprare al supermercato prodotti standard, di scegliere prodotti tipici, originali e genuini a prezzi equi.

    è quello che è successo quì in un paese vicino a me. hanno cominciato dei produttori di cinta senese a vendere carne di questa specie in via di estinzione, 2 giorni alla settimana. ora sono aperti 7 su 7. in questo modo i consumatori hanno riscoperto un prodotto tipico che stava sparendo dal nostro paese.
    vincenzo

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    #11
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Ciao Vincenzo,

    E' una lodevole iniziativa, ( stupenda bestia la cinta senese ), se ne stanno facendo diverse un pò ovunque, perfortuna.

    Ora mi domando, se io vado in questo mercato, qualcuno mi sa spiegare le qualità della cinta senese ?

    E se io non sono della zona oppure non so niente di niente di senese e non so neanche che c'è sto mercato, come la risolviamo ?

    Ora io ho capito cosa volevi dire tu, ma tu a me mi hai capito ?

    ;-)

    Ciao
    Paolo

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    #12
  • Le Vigne di Alice - Life is a bubble

    Le Vigne di Alice - Life is a bubble

    @Paolo
    Bellissime riflessioni!
    @ a tutti
    Sono d'accordo più o meno su tutto quello che avete detto.
    Io però sono abituata a vedere il bicchiere mezzo pieno... ci vuole ottimismo ragazzi e credere nei sogni fino alla loro realizzazione.
    Noi possiamo fare molto anche nel nostro piccolo credetemi: si comincia dalla famiglia. Io porto i miei figli a mangiare dove si mangia bene, dalla pizzeria al ristorante e loro mangiano tutto e ovunque dall'antipasto al dolce.
    Non ho mai chiesto per loro una pasta in bianco :-( o una cotoletta alla milanese... se non in quanto specialità della casa.
    A casa mia non esiste la coca cola, non esiste l'aranciata, non esiste nessuna bibita.
    Si beve acqua, frullati, tè freddi (fatti da me), non esistono merendine, né del mulino, né kinder, facciamo le torte, i biscotti, i frullati ecc.. e di tempo ne ho pochissimo credetemi.
    L'educazione è nelle nostre mani!
    La tv si guarda poco e ho insegnato loro a valutare le diverse programmazioni per cui sanno giudicare da soli la spazzatura.
    Internet è controllatissimo e limitato a un'ora al massimo che dopo sclerano. Niente game boy, niente play station eppure loro sanno usare benissimo tutto quel che è tecnologico.
    Libri tanti che non so dove metterli e potrei continuare.
    Nell'Agriturismo che gestiamo cerco di dare il meglio a difesa e a conoscenza del nostro patrimonio enogastronomico, dal vino, ai formaggi, ai salumi. Propongo alla gente i posti migliori dove mangiare, dove bere, e mi ascoltano, chiedono si informano, tornano.
    Cerchiamo di essere preparati su vari argomenti e soprattutto di raccontare la verità.
    Volete forse dirmi che voi siete diversi? io credo che tutti voi facciate queste cose per gli ambiti che vi competono.
    Qualcuno ha detto bene: qui a vinix siamo in tanti. Abbiamo un progetto, giusto?
    Vi porto un esempio che riguarda l'ambito turistico: sapete qual è il fattore determinante oggi nella scelta di un albergo? il giudizio dei clienti, i loro commenti, le loro foto, i loro video! Andate a visitare Tripadvisor e vi renderete conto che oggi può essere ancora tutto nelle nostre mani, basta volere e crederci.
    Cinzia

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    #13
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Anche io come Cinzia sono uno di quelli che tendono a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, questo anche per difesa personale nei confronti di una vita che altrimenti sarebbe troppo difficile da interpretare. Sono fatalista ma al contempo lavoro duro per quel che credo sperando sempre che le due cose non siano in conflitto tra loro. Comunque Paolo, da cluetrain manifesto in poi c'è anche tanto di buono nel mondo o no ? ;-)

    Ciao, Fil.

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    #14
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    @cinzia
    perfetto la formazione sin da piccoli. quello che fai tu è esattamente quello che intendo.

    @paolo
    vedi forse non è così scontato ma anche nei piccoli paesi, forse soprattutto, i giovani (giovanissimi) già hanno perso le loro tradizioni, inseguono le merendine dell'uomo ragno. ora anche la possibilità di mangiare il pollo del contadino è una grandissima riscoperta. i produttori che in piazza vendono i loro prodotti sono gente preparata (giovani per lo più) e sono molto attenti a comunicare la loro passione e la qualità dei loro prodotti. il limite è l'ambito comunale entro il quale siamo costretti ad operare con mille balzelli e difficoltà. potrebbe essere l'inizio però. mai disperare.
    Vincenzo

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    #15
  • Aogi

    Aogi

    Ciao tutti!

    Ciao Paolo,

    guarda, io ho scritto "una volta per tutte" perché non ho neanch'io intenzione di cominciare un dibattito su quella guerra, poi proprio sul Vinix.

    Ma per difendere noi stessi e i nostri valori è indispensabile renderci consapevoli su cosa accade nel mondo, altrimenti non sapremmo neppure da che cosa e in che modo concreto volerci difendere.
    Quindi, di tanto in tanto, mi aggiorno.

    Certamente non ci serve disperare o dipingere in nero la ns. veduta del mondo. Ogni uno ragiona e decide con che atteggiamento proseguire.



    Ciao Patty,

    molto piacere, sono andata a leggere i tuoi post precedenti, perché quando sei divantata utente, io "mi assentavo".
    Prima o poi capiterò dalle vostre parti.
    Io, Mimmo e Paolo veramente dovevamo fare una visita alla Cooperativa Valli Uniti. Verresti anche tu? Dai!
    La prossima volta che Mimmo verrà su con calma, ci andremo.



    Ciao Cinzia, ciao Filippo,

    sul "bicchiere mezzo pieno":

    Io non mi ritengo né pessimista né ottimista, cerco solo, di tanto in tanto, di vedere a che altezza è l'acqua.

    Continuerò a riportare nel mio spazio, sia informazioni che ci fanno avere fiducia e speranza nel futuro che quelle che ci mettono in allarme.


    Ciao,
    Aogi

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    #16
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Ciao Cinzia,

    Vero, l'educazione è nelle nostre mani, ma i nostri figli spesso non lo sono sempre ed è difficile davvero competere oggi con la potenza della comunicazione di massa.
    Abbiamo adottato anche noi tutte o in parte le "strategie" di guerriglia casalinga volte a limitare il danno culturale, ci piacerebbe però che dall'altra parte ci fosse collaborazione.
    A volte ci si sente un po' con una sassola in mano, in mezzo al mare, su di una imbarcazione che ha una falla grossa come pallone da calcioů Per quanto ti sforzi di buttare fuori l'acqua, sempre più ne entra.. La soluzione è proprio nel dare quella base di valori attraverso l'educazione che consentano agli altri di essere giustamente critici, in maniera che non si debbano creare delle limitazioni, ma che loro facciano le giuste scelte. Detto oggi sembra quasi utopia, pensa un po' !
    Credo che la via migliore sia quella di diventare attivi protagonisti della vita sociale, cercando di mostrare a quanta più gente possibile, il mondo, con occhi diversi.

    Ciao Fil,
    C'è tanto di buono in questo mondo che non spiega perché e come certe cose possano poi manifestarsi.. Anche io non dispero, anzi, non mollo proprio !
    Ciascuno di noi, nel suo piccolo, può cambiare il mondo, così mi hanno insegnato e così credo.

    Ciao Vincenzo,
    E' vero quello che dici, da me le campagne sono talmente a rischio che le regione te quasi regala a patto che ci fai sopra un programma di recupero rurale. ( se hai meno di 40 anni )
    Problema è che se prima non spieghi al giovane che vive in città che esiste anche la campagna e che esiste davvero e non è solo quella che lui immagina dopo averne sentito vagamente parlare, il giovane non si interessa neanche. Anche qui sono dell'idea che sia arrivato il momento di fare formazione fin dalle scuole dell'obbligo. Noto invece, e tu mi pare me lo confermi, che c'è una generazione che magari ha studiato, ha vissuto la città, ha una laurea in mano e ha capito che nella vita ci sono anche i valori autentici, quindi torna a fare lavori per passione vicini alla campagna.
    Io sono uno di quelli, mi accorgo che siamo sempre di più, è arrivato il momento di dare voce alle nostre bellissime iniziative.

    Ciao Aogy,

    Concordo, sai che guaio sarebbe se noi che abbiamo voltate le spalle al consumismo sfrenato, ai falsi modelli della società odierna, riscoprendo la bellezza dei valori veri, ci isolassimo in noi stessi e ci dimenticassimo di com'è il mondo ? Il mondo ci troverebbe divisi, inermi e ci inghiottirebbe.

    A presto !

    Paolo

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    #17
  • Patrizia Rampa de Il Brolo

    Patrizia Rampa de Il Brolo

    @ Paolo, grazie per aver rafforzato quanto ho cercato di esprimere nel post 9 riguardo all'importanza dell'educazione, in primis qualle che diamo noi genitori lottando appunto contro la comunicazione di massa.
    @ Aogy
    piacere mio, verro' volentieri con te,Mimmo e Paolo
    @ Cinzia è un piacere trovare riscontro anche nel tuo post 13

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    #18

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