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La Madia

di Michela Brivio
  • Via Aquilini, Brione (BS) - Lombardia - Italia
  • fascia di prezzo: da 31 a 50
CUCINA: 10
SERVIZIO: 10
CARTA DEI VINI: 10
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Una balconata di Eccellenze territoriali
"Dietro il nostro cibo non ci sono marche ma facce".
Mi piace iniziare così questa mia recensione, da una frase dipinta sui muri di questa Trattoria sulle colline della Franciacortaperchè quello che scriverò sarà l'incontro di queste facce/persone nei piatti e vini degustati . eravamo in 3 ma ad ogni portata il nostro tavolo si riempiva di produttori e del loro lavoro trasformato magicamente da Michele nella manifattura e verbalmente da Silvia e dal personale di sala di una cortesia indescrivibile.
Una splendida domenica di sole con una sola meta a cui poi aggiungere un pre e dopo pranzo per completare l'opera. un posto dove non arrivi per caso ma perchè lo vuoi davvero raggiungere.
Entrando rimani subito affascinato dall'ambiente: una bellissima sala molto luminosa in stile rustico con attrezzi contadini a richiamare ricordi d'infanzia una tavolata di diverse tipologie di pani e focacce che si fanno mangiare anche solo con lo sguardo e poi dei frigor a vista in cui ammiri selezioni di salumi, vini e i loro formaggi e continui ad assaporare ogni cosa con gli occhi e con le parole della splendida padrona di casa che con la sua passione ti seguirà in ogni scelta, ti racconterà ogni ricetta, ogni singolo prodotto utilizzatofacendoti fare con lei/loro un viaggio.
Accomodati ad un tavolo con vista panoramica come richiesto, con le finestre aperte sui monti/valli bresciane, ci viene portato il menù e già aprendolo capisci che non è un semplice elenco di portate ma la storia dei piatti proposti: ogni preparazione è accompagnata dal dettaglio delle materie prime utilizzate e luoghi di provenienza . tutti legati alla territorialità, alla stagionalità e ai piccoli produttori.
Quindi mentre curiosiamo le proposte ci viene offerto un aperitivo di benvenutoanche se l'accoglienza lo era già stato a base di succo di prugna con una lacrima di grappa.
Arriviamo quindi alla scelta dell'antipasto e per non farci mancare nulla e quindi assaggiare ogni cosa ordiniamo un antipasto misto in 2 e un tagliere piccolo . ma. quello che impreziosirà il nostro tavolo sarà un antipasto misto per 3 e un tagliere grande questo è l'amore e la filosofiaormai sempre più rara di questa autentica trattoria e delle persone che la gestiscono.
Imbarazzante dover dare una priorità nell'elencare le pietanze, quindi andrò in ordine di mia degustazione.
Prima di cominciare una nota sul cestino del pane che arriva al tavolo: un assaggio di quella splendida tavolozza posta all'ingresso e per ogni tipologia la descrizione della provenienza e materie prime utilizzate . sarò ripetitiva ma è così per ogni cosa che arriva al tavolo ed è così meraviglioso che non posso non condividerlo con chi mi leggerà per renderlo partecipe della mia esperienza.
Li ho assaggiati tutti, abbinandoli per i diversi gusti agli antipasti proposti: fette di pane cotto nel forno a legna, alle verdure, alla segale, alle olive, focacce (normale e con pomodori e sarde) e grissini.
Tornando agli antipasti inizio con i salumi: un tagliere di legno con 3 proposte, 3 righe di un pentagramma e il richiamo alla musica non è un caso visto che il violino di capra è una di queste interposto tra salame nostrano e coppa. che profumi.che note melodiche...!
Accompagno con la loro giardiniera di verdure scottate e quindi continuo con fetta di Pan Brioche su cui adagio una splendida composta di cipolle.
Quindi passo ad un bicchierino in cui viene proposto il Gazpacho con caprino di Mompiano che freschezza ed equilibrio.che peccato arrivare in fondo e finirlo
Passo quindi ad una fetta di Mozzarella bio a latte crudo con salsa di sarde secche e mi sembra inutile dirvi a quale pane del cestino l'ho abbinato.

Mi fermo un attimo prima di arrivare all'ultimo piatto proposto per una nota doverosa sulla presentazione dei capolavori dire piatti è troppo riduttivo! Vi basti sapere che sono talmente belli che è un peccato toccarli . e infatti non verranno toccati ma rispettosamente degustati assaggio dopo assaggiochiudendo quasi gli occhi per cogliere ogni sfumatura che potrebbe altrimenti sfuggire.
Arrivo quindi alla portata finale di questo antipasto, lasciato per ultimo per l'importanza dello stesso: Stachì Parat, una preparazione autoctona che racchiude in sé un tripudio di storia e di sapori che ci vengono raccontati.
Silvia poi è così appassionata del suo lavoro che ad ogni mia curiosità sulle preparazioni e ricette mi descrive ogni dettaglio perchè non vedo l'ora di sperimentarle a casa e quindi rivivere e condividere questi piatti con altre persone !
Arriviamo ai primi? Altrimenti altro che recensione diventa un raccontoma spero di non annoiarvi ma solo di farvi sognare con me che lo sto facendo ancora e anche mentre scrivo.
Le proposte meriterebbero tutte ma le porzioni sono davvero generose vedi antipasto: un assaggio si è rilevato poi una portata a testa!
Quindi ordiniamo un Triangolotti di segale con ragù di pecora e una Cipolla Glassata con fondente di Tombea da dividere in 2.
Che quadri che arrivano al tavolo. Prendo la mia metà di cipolla ricomponendo la presentazione e quindi adagiandola su un fondo di fonduta e decorandola con carbone di olive (granella di olive essicate)
Vi basta sapere che il cucchiaio per la fonduta era pulitissimo dopo l'essere passato tra le mie mani per capire quanto era buono?
Assaggio quindi anche l'altro primo piatto che ci sorprende anche per l'inaspettato formato della pasta. Ci aspettavamo dei ravioli, dal nome, e invece arriva una pasta abbastanza lunga bucata a forma di triangolo con un sugo di bocconcini di pecora leggermente rosso. Che corpo questo piatto la sorpresa nella sorpresa per un trionfo di sapore.
In modo Slow ci gustiamo i piatti ma . le sorprese non finiscono e infatti arriva al tavolo un assaggio dei loro Casoncelli con ripieno di verdure al burro vanigliato, direttamente proposto in padella e decorato con una spuma di mortadella.
Dicendoci che non possiamo non assaggiare uno dei loro piatti forti non possiamo che inchinarci alla cortesia ricevuta: caramelloni caserecci di una sfoglia sottilissima ( che davvero supera di gran lunga anche altre mie esperienze gastronomiche in zone dove l'impasto di uova e farina è la materia prima per eccellenza) e di un colore giallo luminoso, un profumo inebriante e un gusto al palato da sciogliersi per la bontà,addolcito da questo burro aromatizzato alle bacche di vaniglia che li irrora.
Semplicemente Grazie!
Una pausa direi che è d'obbligo prima di proseguire con l' "assaggio" dei secondi.
Prendendo spunto dalla pausa vi racconto un attimo il vino pure qui una carta dove la fa da padrone il territorio, la selezione e soprattutto la voce narrante di Silvia. Andiamo su una scelta molto interessante puntando sulla freschezza e il cuore che batte nel prodotto: il "Libero esercizio di stile" della cantina Cantrina che per l'annata 2010 è un Rosato di Pinot Nero 100%, con tanto di etichetta che segue la stessa filosofia produttivo/creativa dell'Azienda e della Produttrice.
Pronti per il secondo?
Io tantissimo! Ognuno qui sceglie una proposta diversaio vi descrivo il mio e un altro che ho assaggiato.sinceramente non ce l'ho fatta per il terzo .anche se.
Ma andiamo per gradi prima di arrivare alla fine e quindi dirvi di questi puntini sospesi.
Uno dei piatti tipici di questo territorioManzo all'Olio.
Ho deciso fosse qui e questa la mia prima volta e non me la scorderò mai! Come tutti i piatti della tradizione mi viene premesso che ognuno ha la sua ricetta ma questa è da Presidio ve lo assicuro!
A partire dal taglio di carne scelto, uno dei miei preferiti: il guanciale.3 grossi tagli di questa meraviglia con una cremina ottenuta dal fondo di verdure in bianco, accompagnati da una polenta di mais macinata a pietra e un giro di Olio Dop del territorio a crudo.
Un piacere per tutti i sensi, la maestria e perfezione delle cotture (in ogni preparazione) e quindi l'eccellenza del Cuoco che avendo a disposizione già di partenza queste chicche di prodotti li valorizza alla massima potenza.
Non posso rifiutare l'assaggio dell'altro piatto scelto, una proposta curiosa e stimolante: Pesche al forno con Caprino della Bettina caramellato.
Azzardato? Sì.ma se questi sono i risultati capisco il motivo per cui possono permettersi certe sperimentazioni.
E' un equilibrio perfetto, un'incontro magico che stupisce anche il palato.
Ma avevamo dei puntini in sospeso?
Certo che mi ricordo . il Sig. Battista in sala si dirige verso il nostro tavolo con un tegame dicendoci che non potevamo non assaggiare un altro dei loro piatti: " L' Cuz ", pecora autoctona d'alpeggio bollita e brasata, aromatizzata al ginepro e chiodi di garofano accompagnata da polenta.
Non possiamo venir meno alla gentilezza, anche se davvero al limite della capienza, quindi facciamo un assaggio che ci lascia senza più parole.tanto che chiedo di poterlo portare via: sarebbe stato un peccato imperdonabile lasciarlo. I miei genitori ringraziano e così gli ho regalato un pezzettino di un pranzo a dir poco strepitoso che ho avuto la fortuna di fare scegliendo questo paradiso di posto.
I formaggi e il dolce? Non ce la facciamo ma la curiosità nel vedere la carta me la tolgo.
Oltre a ciò vedo i piatti passare e ritorno a come avevo iniziato degustando anche solo con la vista.
Una selezione di vini da dessert e quindi anche per l'abbinamento ai formaggi davvero interessantema come poteva essere altrimenti! Ci rifaremo in altra occasione di questo anche con il palato.
Ma non è finita perchè secondo voi il caffè è un semplice e banale prodotto?
Noselezione pure qui della torrefazione e manifattura perfetta perchè è preparato a regola d'arte, alla giusta temperatura di servizio e senza difetti.
In accompagnamento piccola pasticceria composta da gelatine di Limoncello, biscottini di mandorle e spumini con scaglie di cioccolato.
Mamma mia ho "già" finito! Meriterebbero pagine e pagine di parole . anzi no. molto di più perchè quello che meritano davvero sono le emozioni che trasmettono e ricevono in chi e da chi come me ha il piacere di conoscerli.
E con loro tutte le facce che si nascondono dietro le quinte di un piatto, un bicchiere e in tutto quello che si respira lì rendendole vive e partecipi di momenti indimenticabili.
Grazie davvero per l'accoglienza e la giornata meravigliosa che abbiamo trascorso da e con voie ai lettori auguro di partecipare presto a questo evento unico e memorabile.


Miky

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    Ittiturismo da Abate

    inserito da Michela Brivio
    Visto questo inverno e giornate meravigliose penso ad una gitarella nei nostri laghi … ma a dire il vero organizzo il tutto a partire dalla scelta...

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