Gli Attortellati

di Lorenzo Conci
  • Strada Provinciale 40, Grosseto (GR) - Toscana - Italia
  • fascia di prezzo: da 31 a 50
Gli Attortellati
CUCINA: 10
SERVIZIO: 8
CARTA DEI VINI: 7
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Ci sono i ristoranti a “km. Zero” e poi c’è un ristorante a “metri zero” e non è una battuta!
Lo troverete scritto nei depliants, sui tavoli del locale, ma, ed è quello che più conta, lo potrete constatare, qualora vi capitasse di andarci, di persona.
Se prima di entrare si fa una breve escursione attorno al caseggiato, immerso nella campagna sulla statale 40 che da Gerosseto porta a Principina, si potrà vedere un grande orto ricco di ogni tipo di verdure di frutta di aromi, e non solo…
Si, perché in questo ristorante, che i proprietari, ovvero la famiglia Pepi, definiscono “rurale”, tutto, ma proprio tutto quello che, volta per volta, a seconda della stagione troverete nel menù, è prodotto in casa; dal pane fatto con il lievito madre, alla pasta che potrete vedere fare dal titolare sotto ai vostri occhi, alle carni allevate “in casa”, ai salumi, ai formaggi, alle confetture anche acquistabili per asporto.
Potrete scegliere tra un menù degustazione di 9 portate a 30 euro, uno “ridotto” a 22euro, ma anche un menù vegetariano o scegliere, tra il disponibile, alla carta.
Il menù è fisso, è scritto su una grande lavagna all’entrata. Varia come detto a seconda della stagione e prevede di norma 4 tipi di antipasto, due primi, un secondo con contorno e il dolce.
Vi posso assicurare che, aldilà delle apparenze, non è poco, ma soprattutto sarete conquistati dalla genuinità dei prodotti e dalla mano capace di chi sta ai fornelli.
La giardiniera di verdure “tiepida” ha aperto il nostro pranzo e non la scorderemo per il sapore delle verdure la delicatezza e la sapiente preparazione.
I crostini al patè di fegato, gli involtini al ragù di cinghiale e tortino di zucca hanno completato il nostro antipasto.
Tortelli maremmani al ragù di cinta senese e picci alla beata pancetta come primi, filetto alle erbette con patate per secondo e, “dulcis in fundo”, torta del nonno al cioccolato e marmellata di mandarini.
Se i tortelli al ragù di cinta senese e ricotta di capra ci hanno particolarmente colpito per la loro particolarità, non vi è stato piatto che non si sia goduto per bontà e sapiente uso degli ingredienti.
Abbiamo annaffiato il tutto con un Monesacro Castello di Potentino 2013 scelto da una carta dei vini ben fornita, specie di etichette regionali, e con ricarichi onestissimi.
Se vi capita di passare nei dintorni, un pranzo o una cena in questo locale non possiamo non consigliarvela. Sarete sorpresi, come abbiamo detto dal giardino e dall’orto, ma anche dal calore interno del locale, dalla simpatia di chi vi servirà ai tavoli, e, naturalmente dal cibo…
Per noi è stata esperienza irripetibile, anzi, ripetibile perché vi torneremo sicuramente.
Dimenticavo: cosa tutt’altro che secondaria, le cotture dei cibi sono fatte su stufa o in forno a legna.

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  • Da Luisa
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    Da Luisa

    inserito da Lorenzo Conci
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