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Vitantonio Lombardo

di Alessandro Marra
  • via Madonna delle Virtù, 13/14 , Matera (MT) - Basilicata - Italia
  • telefono: +390835335475
  • email: info@vlristorante.it
  • fascia di prezzo: da 51 a 80
Vitantonio Lombardo
CUCINA: 8
SERVIZIO: 8
CARTA DEI VINI: 7
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Qualcuno lo aveva pronosticato, altri no, ma ora anche Matera, la capitale europea della cultura 2019, ha la sua stella Michelin. Il merito è di Vitantonio Lombardo, potentino classe 1979, già stellato alla Locanda Severino in quel di Caggiano (SA). Un'altra bella storia di ritorno alle origini dopo tanto peregrinare in giro per lo stivale, che suggella, anche dal punto di vista gastronomico, il momento di grande attenzione per la città dei sassi.
 
La location
Perdonerete il ricorso ad un forestierismo abusato per introdurre il discorso sulla nuova della casa dello chef, ricavata all'interno di una grotta millenaria in via Madonna delle Virtù, che scorre di fronte al Parco Regionale della Murgia. La roccia riportata al colore naturale disegna un contesto di grande fascino, che trasmette calore e intima accoglienza. La cucina è a vista, con la vetrata che si apre al centro della sala. I tavoli tondeggianti sono posizionati l'uno di fianco all'altro, i coperti saranno più o meno 25 e ce ne sono alcuni altri vista cantina.
 
I piatti
Ci sono 3 percorsi - Mat.era, Mat.eria e Vitantonio Lombardo - e la voglia di misurarsi con il "km buono", anche grazie alla combinazione con quanto di bello (e buono, appunto) si può trovare altrove in Italia. Vedi, per esempio, il riso Acquerello al Grana Padano Riserva, Anacardi, Caramello Salato e Tartufo Bianco Lucano (2018). Così, l'attaccamento al territorio diventa un'idea da proporre con orgoglio e intelligenza, senza vuoti slogan. Sembra potersi cogliere in questo una certa affinità con la stessa persona dello chef, almeno stando ai movimenti in cucina e alle poche parole scambiate a fine cena. Del tipo "testa bassa e pedalare".
Tra i piatti storici, imperdibile il Mi è Caduto L’Uovo nell’Orto - 2014, di grande scuola, bello a vedersi prima ancora che a mangiarsi.
A proposito di terra lucana, il peperone crusco compare già, in maionese, nell'antipasto (Steccafisso di Baccalà con Maionese di Peperoni e Lamponi – 2016), arricchito da un carpaccio e da un vasetto in oliocottura; ritorna poi, in polvere, nel dessert (Monte Crusko - 2012, nella foto), un monte di cioccolato che nasconde un semifreddo ai peperoni di Senise.
C'è molto Sud anche nel secondo (Miseria e Nobiltà: Filetto di Vitello e Animella, Patata e Tartufo, Aglianico e Cenere - 2011), che accende i fari su un'interessante doppia dicotomia di ingredienti, uno di pregio e l'altro un po' meno, almeno nel senso comune. Grande idea, grande materia prima, in più c'è l'Aglianico del Vulture "Serra del Prete" 2011 di Musto Carmelitano a fare il suo egregiamente.
 
La cantina, appunto
Le chiavi sono in mano ad un fedelissimo dello chef, il giovanissimo maitre Donato Addesso, già protagonista nell'esperienza clientana. La sua carta parla molto lucano, tra proposte classiche e più originali, anche con una buona profondità. Interessanti fuoripista italiani ed europei, su tutti quelli per le bollicine italiane e d'oltralpe. C'è curiosità, e dunque il "lavori in corso" è d'obbligo, il che giustifica anche il voto 7. I ricarichi sono ben calibrati e non si trascura la proposta al calice, che non guasta mai.
 
Dunque, ora non avete più scuse miei cari gourmet. Non potete non mettere in agenda una puntatina a Matera.

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