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L'Arciprete

di Stefano Caffarri
  • Via Taddei 11, Puianello (RE) - Emilia Romagna - Italia
  • telefono: 0522 886525
  • email: fmiselli@alice.it
  • fascia di prezzo: da 31 a 50
L'Arciprete
CUCINA: 7
SERVIZIO: 7
CARTA DEI VINI: 6
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
La posizione insolita di questo locale storico del centro di Puianello ha solleticato la fantasia di più di un ristoratore, tra cui l'esperienza qualificante di Andrea Vezzani ora partito per l'avventura del Cà Matilde.
La raccolta sala, non più di 20 coperti, è infatti situata in un seminterrato al quale si accede dal piano stradale: garanzia di tranquillità in ogni momento, ma anche di galoppate lungo le scale per il personale. Completamente rinnovato, ha unito una sobria mano di bianco alle pareti a del tutto informali pannelli d'artista, e sfavillanti e comode poltrone Louis Ghost.
La gestione attuale è nelle mani del giovane ed estroverso Francesco Miselli: tenuta anticonformista che ricorda più un saldatore che un cuoco ma grande passione e coinvolgimento nel progetto: basta leggere il verboso menù nel quale tutte le portate vengono commentate con qualcosa di più che una semplice didascalia, ma una vera e propria letteratura "sui piatti" dove si rincorrono uno sfizioso giuoco di sapori e colori e un successivamente reso appetitoso, un deliziosa polvere d'arancia, calda crudità e un tradizione che non ci abbandona. Solo al termine della cena con la comparsa dello chef in sala scoprirai e apprezzerai questo non prendersi troppo sul serio, questo fare istrionico e scherzoso che in fondo pare essere assai più coerente con il piacere del palato che non quei paloscenici seriosi obnubilati dall'ansia da prestazione.
Dunque potrai spaziare tra solide preparazioni mutuate direttamente dalla tradizione reggiana e modenese, oppure volare altrove, magari prendendoti qualche rischio.
Dalla cucina arriverà subito un grissino al parmigiano di propria produzione, proprio per stuzzicare le papille, servito al bicchiere assieme a diversi pani caldi aromatizzati. Subito dopo ancora "il re dei formaggi" in una dissacrante proposta: sushi di parmigiano-reggiano con gocce di balsamico, dove la bietola ricorda l'alga e una spuma di parmigiano con il cuore di balsamico fotografa l'immaginario del maki del sol levante.
Tra gli antipasti potrai gettarti sulla millefoglie di cotechino e purè di patate: una presentazione scenografica del classico cotechino con il purè insaporito dalla salsa verde e da verdurine sottolio. Esuberante la tavolozza dei ravioli croccanti di pasta fillo con melanzane, capesante e mazzancolle, proposti con una crema di lenticchie e olio al pomodoro: sapori intensi ed inconsueti, con un accostamento non banale. Potrai magari rilevare un temperatura di servizio eccessivamente tiepida, a spegnere la vigorìa del gran lavoro fatto. Ma pare lieve distrazione, che i piatti a seguire saranno invece a tono. Eccellente, morbido all'estremo pur senza perdere la propria coerenza tattile il guanciale di manzo servito, ricorderai dalle note, stufato in pentola con verdure e lambrusco, laccato con salsa sherry "very sweet" e pane "carasau". Sarai incuriosito magari dal filetto di bufalo dell'Arciprete in salmì, dal quale ti aspetteresti, sì, un certa fibrosa consistenza: marinato nel lambrusco e servito con polenta, risulterà in effetti troppo tenace non ostante l'attentissima cottura al rosa.
Spettacolare incidente delle pietanze l'assiette di mostarde dolci e piccanti (queste ultime davvero buonissime) proposte con un goloso panierino di piccolissime losanghe di gnocco fritto tradizionale reggiano, particolarmente ben eseguito, soave e per nulla unto.
Aspettati a questo punto un nuovo coup de theatre dalla cucina, quando richiamando il gioco, lo scherzo, il divertimento giunge al tavolo la suadente bontà: intesa sostituire il più banale sorbetto, si tratta di un pomodorino "cotto" con abbattimento istantaneo della temperatura a -30º e insaporito in seguito con olio e limone. Dice, per pulire la bocca, e ti lascerai gustosamente travolgere.
Dolci infine: tra i quali potrai riscontrare il più ampio spazio di crescita: discreta la crema catalana, oltre al salame di cioccolato e ad un cioccolatino al forno. Trattamento completo con frutta secca (chips di mele e arance) e piccola pasticceria ben golosa.
La cantina è in embrione: una cinquantina di etichette, scelte con una certa cura tra referenze nemmeno troppo consunte della fascia media proposte a prezzi che non potrai definire di saldo.
All'Arciprete è trasparente la voglia di fare e di crescere e di dedicarci l'anima, ed avrai gran voglia di riconoscerlo e sostenerlo, che di dedizione c'è bisogno, e di estro e di idee. L'addizione valica di slancio i 40€: che non sarebbe un prezzo d'attacco per un locale che si vuol fare. Ma la dovizia di "integrazioni"al pasto e il servizio sollecito ed attento, non senza una convinta partecipazione alla declamazione dei piatti, in fondo ti lascerà con un sorriso.

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