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Mamma Rosa

di Max-b
  • via XXIV maggio, 1, San Polo d'Enza (RE) - Emilia Romagna - Italia
  • fascia di prezzo: da 51 a 80
CUCINA: 10
SERVIZIO: 9
CARTA DEI VINI: 9
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Gennaio 2006

Raggiungiamo il risorante Mamma Rosa di San Polo d'Enza, presso il quale abbiamo prenotato un tavolo per due persone, alle ore 12 e 30 di domenica 29 gennaio 2006. Il locale si trova lungo la strada che conduce a Parma, poco prima del ponte sul fiume Enza all'interno di una zona adibita a parco: il Parco Lido Enza. L'ingresso del locale è al primo piano e vi si accede, dall'ampio parcheggio, attraverso una scalinata coperta.

A fianco della porta d'ingresso, una bacheca ospita il menù con la lista delle pietanze e dei relativi prezzi. Questo elenco è in parte coperto da un cartello che informa la clientela che nei periodi invernali il menu viene presentato a voce.

Entriamo. Una signora gentile ci ripone accuratamente le giacche nel guardaroba, mentre il titolare ci fa accomodare in una saletta con 3 tavoli apparecchiati per due e un tavolo apparecchiato per 5, offrendoci la possibilità di sceglie il tavolo che più ci aggrada. La sala è arredata con uno stile moderno con divanetti attorno ai tavoli.

Il patron ci porta una bottiglia d'acqua e comincia il suo discorso: "Come vedete il tempo non è buono. A causa di questo non ho un'ampia disponibilità di pesce. Il pesce che proponiamo qui è pesce fresco, quindi viste le condizioni meteorologiche di questi giorni, non sono in grado di offrirvi certi tipi di pesce, come ad esempio i crostacei che solitamente propongo". Poi aggiunge: "In altri ristoranti trovate gli scampi in tutti i periodi dell'anno, noi abbiamo fatto la scelta di non utilizzare quel tipo di prodotto".

Capiamo immediatamente che da Mamma Rosa si fa sul serio. Decidiamo di affidarci completamente alle mani del ristoratore per condurci alla scoperta della cucina che propone. Concordiamo con lui solo il menu di massima: antipasti crudi, antipasti cotti, e due secondi diversi. Optiamo per il vino al calice visto che per il ritorno dobbiamo percorrere 25 chilometri in automobile.

Il ristoratore si assenta un attimo e torna con una bottiglia di prosecco, del quale tuttavia non riusciamo a leggere le "generalità". Poco dopo arriva lo chef con un piattino di poltette che, ci spiega, prepara lui con rombo, capesante e verdure. Le polpette sono di piccola fattura, molto saporite che aprono immediatamente una voragine nel nostro stomaco.

Attendiamo alcuni minuti e una cameriera gentile ci porta i primi antipasti: quelli crudi. Un piatto è costituito da due fette di kiwi sul quale sono arrotolate alcune fette di salmone abbinate a due fette di gnocco fritto. L'accostamento del salmone saporito ma delicato con il kiwi è formidabile. L'altro piatto è una composizione di diversi pezzetti di pesce crudo conditi con salse differenti. Al centro il kiwi e salmone come nel precedente. Tutto molto buono e delicato.

Il secondo antipasto è caldo. Due piatti di passato di verdura con fagioli e polpo. Molto buono, più saporito rispetto al precedente. Il polpo è veramente molto tenero e l'abbinamento con il passato di verdura è interessante.

Continuiamo a bere il prosecco, quando arriva il terzo e ultimo antipasto: una capasanta appoggiata su un letto di spinaci. Buonissimo.

Nell'attesa dei secondi, la cui preparazione è più lunga, il patron ci propone di cambiare vino e ci porta una bottiglia di Barthenau Vigna San Mikele Hofstatten del 2001. La particolarità di questo vino è la torbidità. Ci spiega che il produttore non effettua la filtratura. Il vino è più strutturato rispetto al primo e si sposa bene con i secondi che ci apprestiamo a consumare.

Arrivano i secondi: un piatto di seppioline grigliate ripiene di verdure con un sugo fatto con i tentacoli tritati e il loro nero; mezzo branzino al forno con gambe di cippollotto. Le seppioline sono buone, ma forse troppo saporite. Il branzino è meraviglioso: delicatissimo con un ottimo abbinamento di verdure.

Si conclude il nostro pasto con una pastiera per mia moglie e un caffè per me. La pastiera è un tortino caldo di una decina di centimetri di diametro guarnito con zucchero a velo e una cremina calda. Arriva il caffè con un piatto di dolcetti artigianali (potevamo evitare la pastiera anche se buonissima).

Il conto è così composto, con commenti su alcune voci:

* 6 antipasti 60€
* 2 secondi 40€
* Vino al calice 10€ (un prezzo assolutamente corretto)
* 1 Dolce 10€ (forse un po' troppo costosa?)
* Caffè 2€
* Acqua 3€

Non ci sono dubbi che Mamma Rosa è un ristorante orientato alla qualità. I piatti che propone sono curati dalla selezione dei prodotti fino alla loro presentazione. Questa caratteristica unita all'entusiasmo che traspare evidente nel titolare e nello chef assicurano la sodddisfazione del cliente. Sicuramente tornerò in questo ristorante.

Ristorante Mamma Rosa 42020 San Polo d'Enza (RE) - via XXIV maggio, 1

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