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Miramonti l'altro

di Antonio e Giulia Casella
  • Via Crosette 34, Costorio (BS) - Lombardia - Italia
  • telefono: 0302751063
  • fascia di prezzo: da 81 a 120
Miramonti l'altro
CUCINA: 9
SERVIZIO: 8
CARTA DEI VINI: 6
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Io e Giulia decidiamo di festeggiare il nostro anniversario tornando a cenare in questo locale bistellato del bresciano, già visitato qualche mese prima. Prenoto con una settimana di anticipo (siamo in periodo natalizio) e chiedo di riservare un tavolo per 2 in una delle tre verandine presenti nel locale. Arriviamo con un po' di ritardo alle 21:15, il locale, una villetta in stile moderatamente neoclassico, è già pieno ed un giovane cameriere ci accoglie e ci fa accomodare al nostro tavolo. L'ambiente, molto caldo alla vista grazie ai numerosi tappeti, al confortevole parquet e alla soffusa illuminazione, contrasta con la temperatura, invece abbastanza fredda a causa della nostra vicinanza (ripeto, da me richiesta) con la vetrata (non si tratta infatti di una vera e propria veranda) che dà sul giardino, offrendoci peraltro una vista assai gradevole di un praticello innevato e suggestivamente illuminato. Basteranno i primi assaggi per farci dimenticare l'aria frizzante alle nostre spalle.

Per la comanda arriva la direttrice di sala in questa serata, la Signora Daniela, come sempre molto cortese e disponibile. Diversamente dalla nostra prima visita, oggi abbiamo le idee molto chiare avendo visitato il sito internet del locale comprendente menu e prezzi: ordiniamo 2 gran menu del goloso curioso, il più "corposo" presente in carta, dicendo però di non poter rinunciare al tortino di patate ratte, tartufo nero e capesante alla curcuma che era rimasto indelebile nella nostra memoria dopo la precedente visita. Ci viene chiesto se lo desideriamo in aggiunta al menu (credo a pagamento) o se preferiamo optare per una sostituzione. Io lo sostituirò al "Caldo-freddo" di cavolfiori e aringa affumicata con le sue uova, Giulia alle Lumache di vigna al Franciacorta. Chiediamo inoltre di seguire il percorso di vini in abbinamento da loro proposto nel menu. Preferiamo rinunciare all'aperitivo per affrontare con maggior tranquillità la cena che si preannuncia imponente.

Si comincia con un tris di apetizer: delizioso assaggio di tartare di tonno, seppioline su un letto di polenta (buono, la polenta è molto particolare e ci ricorda il gusto del semolino) e per finire un cubetto di tonno scottato da un solo lato servito con una delle tante salsine spumose che assaggeremo durante la serata e della quale non ricordo i dettagli. Anche questo terzo assaggio mi pare buono, per Giulia un po' salato.

Contemporaneamente viene servito il primo vino. Premetto di non essere un intenditore, ma mi è parso che questo bicchiere, uno chardonnay trentino del quale non ricordo il produttore, fosse decisamente al di sotto del livello della cucina. Bisogna dare atto del fatto che i vini abbinati alla cena saranno 3 al prezzo di soli 25 euro a testa, e che i bicchieri saranno continuamente rabboccati nel corso di tutta la serata: le bottiglie sono interamente a nostra disposizione. Personalmente siamo contenti di poter contenere la spesa, ma penso che una cena di questo livello meriti ben altri abbinamenti, magari con una seconda proposta diversamente prezzata che in carta non è presente. Sono certo comunque che, su richiesta, sia possibile seguire un percorso di livello superiore.

Primo piatto del menu: intorno di fegato d'oca. Questo si compone di 4 assaggi presentati come se fossero pezzi di piccola pasticceria: una caramella da mangiare in un sol boccone perché liquida e calda al suo interno, davvero eccellente, un cannolino ripieno di fegato e cipolle rosse di primissima scelta, 2 cubetti di patè di fegato d'oca intervallati da un pomodorino confit da spalmare su un rettangolino di pan brioche e infine un bicchierino contenente fegatini da pescare sul fondo affogati in un' altra delle deliziose spume assaggiate. Straordinario.

Secondo piatto: tortino di patate ratte, tartufo nero e capesante alla curcuma per me, "Caldo-freddo" di cavolfiori e aringa affumicata con le sue uova per Giulia. Ricordavo molto bene il mio piatto, assolutamente delizioso, tre gusti e tre consistenze molto distinte e progressive che una alla volta si presentano al palato sorprendendolo ed emozionandolo. Il piatto di Giulia viene composto davanti a noi versando la crema di cavolfiore calda sui 4 pezzi di aringa affumicata e sue uova già disposti nel piatto; si tratta di un abbinamento di sapori tradizionale, rivisitato dallo chef in una formula vincente grazie anche al contrasto caldo-freddo.

Terzo piatto: zuppetta di pesce alla zafferano, latte di mandorla e spezie dolci. Diversi tipi di pesce con varie cotture, comunque tutte molto semplici, accompagnate da un gradevole intingolo nel quale individuiamo erba cipollina, sedano oltre ovviamente allo zafferano e al latte di mandorla. Buono.

Si continua con un piatto straordinario, il migliore sin qui: composta di astice confit e hamburger di scampi con topinambur croccanti. Risultato di sicura e forte emozione, abbinamento perfetto, niente da aggiungere.

Ma le sorprese non sono certo finite: difficilmente avremmo pensato di poter assaggiare un piatto di livello ancora superiore, ma così è stato: tagliolini di pasta fresca con tartare di gamberi rossi al profumo di cedro: splendida presentazione consistente in una torretta di sottilissimi tagliolini avvolti a spirale poggiati su una base circolare di tartare di gamberi, il tutto circondato da una spuma di cedro. A malincuore distruggiamo la composizione e mescoliamo il tutto per gustare questo piatto assolutamente superbo per gusti, abbinamenti e consistenze. Indimenticabile.

Gin fizz: simpatico e utile per spezzare un ritmo fin qui alto ma sostenibile: la successione dei piatti ci è stata servita con pause assai brevi, ma guardando l'orologio ci accorgiamo che 2 ore sono già trascorse. Siamo comunque ancora sicuri di arrivare tranquillamente fino in fondo: le portate sono tante ma le porzioni del menu sono decisamente più piccole ed abbordabili rispetto a quelle relative agli stessi piatti ordinati alla carta.

Questa pausa ci consente di guardarci intorno: i primi tavoli cominciano a svuotarsi, il servizio è sempre molto efficiente e la Signora Daniela si aggira per la sala tenendo perfettamente in pugno la situazione. Solo in un paio di occasioni uno dei giovani camerieri è risultato eccessivamente frettoloso nel ritirare i piatti dal nostro tavolo.

Si riparte: tortino di capesante, patate ratte e tartufo nero per Giulia e lumache di vigna al Franciacorta, salsa di acetosella, scalogno e dragoncello per me. Molto buono anche questo piatto di terra, con una presentazione dagli abbinamenti cromatici d'effetto. Bene.

Con questa portata ci viene proposto un merlot del quale ancora non ricordo il produttore. Un vino di qualità sicuramente superiore rispetto al precedente, ancora non eccelso ma senz'altro discreto.

Ultimo piatto in carta: insalata di quaglia al miele in salsa agra di timo e maggiorana. Ci avviciniamo a questo piatto con più di una remora, non essendo esattamente due amanti della cacciagione, tanto che Giulia ha a lungo pensato se chiedere una sostituzione. Ci viene portato un grande piatto quadrato con 3 o 4 pezzi di carne abbinati a 3 uova di quaglia rispettivamente all'occhio di bue, in camicia e sodo. Al primo boccone siamo felici di aver dato fiducia allo chef anche per questo piatto, buonissimo ed anche un po' impegnativo rispetto ai precedenti per quantità. Al termine di questa portata siamo entrambi decisamente sazi.

Prima dei formaggi, ci viene offerta una sorta di crema catalana dove la crema pasticcera è però sostituita da una crema al gorgonzola. Io ho una personale avversione per questo formaggio e dunque assaggio soltanto il piatto non gradendolo, Giulia invece rimane colpita e pienamente soddisfatta da questo ardito ma assolutamente riuscito abbinamento.

Senza tregua ci vengono portati i 2 carrelli di formaggi e il terzo di confettura, mostarda e pane all'uvetta che circondano letteralmente il nostro tavolo. Di fronte a tale assedio chiediamo una selezione di 5 diversi formaggi morbidi a testa. Anche qui livello elevatissimo e gamma di scelta davvero ampia: un'offerta assolutamente perfetta.

Passiamo al dolce: famoso il gelato alla crema portato su un vassoio d'argento simile a una montagna di purè, quindi spatolato in una coppa. Ottimo, anche se non abbiamo molto gradito l'accostamento al cioccolato fuso che viene versato sulla coppa e che erroneamente non abbiamo rifiutato. Insieme al gelato offertaci una gran quantità di piccola pasticceria che invade il nostro tavolo, alcuni assaggi davvero buonissimi, e un bicchierino con salsa di fragole sul fondo e yogurt in superficie intervallati da un sottile strato di aceto balsamico. Particolare e gradevole.

Viene servito con il dolce un vino passito non più che discreto del quale ancora una volta non ricordo i dettagli.

Chiediamo a fine cena, con locale rimasto deserto a mezzanotte ormai trascorsa, di salutare il simpatico chef Philippe Leveille che chiacchiera amabilmente con noi, e scoperte le origini viareggine di Giulia parla con affetto di due ristoratori di quelle parti, Romano a Viareggio e Lorenzo a Forte dei Marmi dai quali si reca spesso perché, dice, "lì non si sbaglia". Ribatto che anche i due ristoratori toscani dovrebbero essere soliti andare in vacanza in quel di Concesio perché anche qui pare si sbagli assai poco

Per finire un altro dei punti di forza del Miramonti: il conto.

Menu 110x2

Vini 25x2

Acqua 4

Totale 274 euro, decisamente pochi rispetto alle offerte di altri locali di questo livello. Credo sia sostanzialmente impossibile assaporare altrove un menu così buono e vario a queste cifre.



Complimenti.



Antonio e Giulia



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#1 Commenti

  • Achille Valsecchi

    Achille Valsecchi

    confermo l'alto livello del locale e suggerisco come piatto carne il"crecendo d'agnello" superlativa ed unica composizione che esalta la cucina del quinto quarto. Tutti bravi davvero.

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    #1

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