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Ristorante Dal Cacini

di Maurizio Fava
  • Via del Crocifisso 3, Suvereto (LI) - Toscana - Italia
  • telefono: 0565.828313
  • email: ilcacini@gmail.com
  • fascia di prezzo: da 31 a 50
Ristorante Dal Cacini
CUCINA: 8
SERVIZIO: 8
CARTA DEI VINI: 8
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Marco Ticciati lo avevo già incontrato quando anni fa iniziò l'avventura del Garibaldi Innamorato, storico "luogo del pescato" di Piombino.



Incontro fugace, ma che mi aveva trasmesso (a me piemontese "terricolo") il gusto di un menù di pesce di giornata legato alla disponibilità effettive del mercato locale.



Oggi Marco l'ho ritrovato, con la moglie Moira Serini, Sommelier, al Ristorante Del Cacini, nel bellissimo borgo storico di Suvereto, in un locale di pietre e atmosfera dove il concetto di "cucina di stagione" è davvero praticato nella sua forma di massima freschezza: la cucina di giornata.



Sempre pesce, ovviamente, presentato in un menu degustazione fisso (a prezzo fisso di 45 € vini esclusi) per tutti i commensali, salvo allergie o idiosincrasie da annunciare al momento della prenotazione.



Questa scelta di cucina la si ritrova anche nel nome del locale, dove il riferimento al Cacini (Gustavo Cacini, attore di avanspettacolo romano, famoso per essere un testardo, al punto che in Toscana si definisce "un Cacini" chi vuol sempre fare di testa sua...)
significa con chiarezza:il menu lo sceglie lo chef".


Eccovi serviti quindi quattro antipasti, due primi, un secondo e un piatto composito di dessert.



L'ingrediente di base è il pescato del giorno nell'antistante Mar Tirreno (Piombino è a 10 km di strada, ma la vista dal delizioso giardino estivo spazia sull'Elba e su Montecristo..)



Ricciola, palamita, pesce azzurro, gallinella, scorfano, spigola, polpo, seppie, crostacei e molluschi "indigeni" che vengono resi sempre nuovi dall'estro e dal gusto per la ricerca di Marco, nell'uso in contrasto di complementi e aromi anche insoliti e esotici... il burghul, lo zenzero, i pistacchi, l'assortimento dei sali usati come vero ingrediente e non come semplici elementi di sapidità...



La scelta tecnica è quella di non cercare una cucina di amalgama ma una serie di sapori netti e riconoscibili uno ad uno, in armonia di contrasti.



Tra le varie preparazioni, l'ultima visita mi ha entusiasmato per un filetto di spigola ai pistacchi tostati, di semplicità geniale, e per un trancio di palamita scottato coi carciofi davvero sontuoso.


Piacevolissimo il risultato complessivo, messo in evidenza da una carta dei vini appropriata, con ricarichi assai onesti e, una volta tanto, frutto di ricerca personale e non di un copia-incolla...

#8 Commenti

  • Bruno Forieri

    Bruno Forieri

    Ciao Maurizio,
    Sento il piacere di rispondere a questa recensione, prima perche' Suvereto e' una citta' a me molto cara, poi fucina di sapienza enogastronomica.

    Vari i locali in quella citta' cui destare attenzione e ne scrivero' a breve.

    Or ora desidero esprimere alcune sensazioni provate e percepite in più' occasioni; desidero inoltre interpretarle.

    Il ristorante in questione, risulta essere unico nell'ambiente, sale interne e dehor estivo, ricercato e curato nel dettaglio. Servizio attento e cortese con il cliente. Cucina ancora in cerca di definizione e soprattutto non all'altezza del prezzo. Carta dei vini interessante, mai scontata e servizio attento.

    Una curiosita' nel genere sicuramente...non vorrei consigliarlo subito ad amici, curiosi e simpatizzanti la cucina locale.

    Saluti,
    Bruno.

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    #1
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    buongiorno Bruno,
    leggo la tua opinione sul locale, sicuramente frutto di numerose visite (in effetti io ci sono stato solo tre volte nell'ultimo trimestre).
    Consentimi di dissentire con te sul giudizio sulla cucina: dire "in cerca di definizione" non rende davvero giustizia a quella che a mio parere è una definizione semplice e chiara, oltre che dichiarata: valorizzazione della materia prima ed esaltazione dei singoli sapori degli ingredienti, utilizzati volutamente per contrasto e nettezza.
    In ogni modo, sappiamo bene che "de gustibus non est disputandum..."
    Sul prezzo, ovviamente tutto è relativo: a me raramente è capitato di trovare un locale di quel livello che mi serve (bene) sette portate di pesce a meno di 50 €, ma sono ahimè abituato ai prezzi più alti del nord-ovest d'Italia, dove il pesce resta "genere di lusso"
    Per parte mia, continuerò a consigliare Dal Cacini agli amici, e non ai simpatizzanti della cucina locale tradizionale, ovviamente, vista la scelta di un menu con elementi di innovazione.
    Qualche segnalazione-recensione mi è capitato di farla, e finora lamentele o richieste di risarcimento non ne ho quasi mai ricevute... speriamo bene!

    ciao
    M

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    #2
  • Bruno Forieri

    Bruno Forieri

    Io sono convinto di aver apprezzato una cucina, espressiva e ricercata, ancora non ben definita -ahime!- sulle pietanze per equilibri non ancora armoniosi.

    E e' un peccato, visto la portata del locale. Speriamo in un futuro più maturo.

    Infine, mai entrato nell'arte, sapienza, esperienza di fare recensioni e con il post ho solo espresso una mia sensazione. Non le nascondo pero' che mi piacerebbe affinare il palato al punto di descrivere un convivio in un determinato locale.

    Piacevolissimo proseguo,
    Bruno.

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    #3
  • Marco Mugnaini

    Marco Mugnaini

    Condivido appieno il pensiero del recensore e non mi sento di aggiungere altro ad una cosa precisa ed accurata esposizione.
    Ho la fortuna di lavorare saltuariamente in Suvereto e mi trovo così a poter godere frequentemente della cucina di questo prezioso ristorante. Posso assicurare quindi che una ripetuta frequentazione non fa che confermare le prime impressioni.
    Suggerisco pertanto al Sig.Forieri di tornare ad assaporare le meraviglie sfornate da Marco. il suo sesto senso gastronomico non potrà che trarne arricchimento.
    Mi duole peraltro rilevare che in alcune occasioni lo spirito che anima siti come questo viene meno lasciando spazio ad atteggiamenti ipercritici da improvvisati "Egò" di Ratatouilleana memoria.
    Quello che il lettore di recensioni da questi siti pretende è un'esposizione chiara, un racconto esauriente e se ricordato il menù ed il prezzo.
    Non si chiedono equilibrismi verbali da virtuale gourmet.
    Con amicizia e senza polemica.
    Marco Mugnaini

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    #4
  • Bruno Forieri

    Bruno Forieri

    Gentilissimo Marco,
    Mi permetta ancora la buona educazione, spazio alla leale e rispettosa considerazione..almeno sino a quando non saremo legati da una relation web on vinix.

    Mi presento, mi chiamo Bruno Forieri, impiegato, appassionato di enogastronomia e talmente appassionato che questo desiderio mi ha spinto da oramai anni - 8 (otto) per l'esattezza - a esplorare qualche angolo dell'Italia, dalla Valle di Gressoney alla Carnia, dalle Valli altoatesine alla Trinacria, passando per le Isole, alla ricerca dell'assoluta purezza del gusto, alla ricerca di nuove emozioni e sempre per arricchire quella che un giorno mi piacerebbe definire "la mia cultura gastronomica". Non certo espressa solo nel web, visto anche la passione di narrare attraverso la carta.
    Colgo l'occasione e ne approfitto, Signor Mugnaini, per invitarLa, se Le interessa, ai prossimi laboratori di scrittura in programma alla libreria popolare, in Grosseto. Mi contatti pure alla stessa mail, se desidera ulteriori info.

    Quanto sopra, a esprimere quanto, il mio palato, ha desiderio di degustare, scoprire, percepire e e esternare, sensazioni e emozioni, sensazioni e null'altro...potrebbe capitare, no? In fondo, vivo di emozioni e laddove mente, anima, cuore e corpo, non le percepiscono che senzo avrebbe scrivere, narrare o pensare il contrario.

    Nello specifico, ho fatto sole tre visite nel locale in esame, da luglio 2009 e capisco bene che non si puo' certo alzare un commento rappresentativo e attendibile, come Lei meglio preferisce, sulla filosofia di un. Ristorante, soprattutto sulla cucina.

    Mi devo consentire Signor Mugnaini di enfatizzare ancora la Liberta' di Stampa, senza giungere a filosofiche interpretazioni -Platone o Senofonte, sono solo desiderio di immaginazione di un modello oramai accettato dai più e pure un modello per molti- della critica enogastronomica.

    Quanto alle recensioni, Le confido che inviero' di nuovo i miei commenti sul Locale..non sono più online, tra le mie recensioni! E mi scuso per la mancanza. Mio errore.

    Infine, e vado a concludere Signor Mugnaini, Il Cacini e' solo uno dei tanti ristoranti di Suvereto...altre, per il mio palato, le emozioni!

    Buon lavoro!

    Cordialita',
    Bruno Forieri.

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    #5
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    egregio Bruno,

    direi che il tuo parere sul locale l'hai dato ampiamente.
    abbiamo capito che non ti piace.
    siccome però lo spazio su cui scrivi è il mio, gentilmente concesso da Vinix, consentimi di dirti che di solito quando si recensisce un locale si lascia spazio alle opinioni altrui, e ben vengano i confronti, ma entro limiti precisi.
    in poche parole, evitando accanimenti che suonano un po' stridenti, e qualcuno potrebbe fraintendere.
    si è capito dalle tue righe che sei un appassionato di ristorazione, e che lo fai per diletto e non per mestiere.
    ma posso suggerirti di non considerarti per questo infallibile, di accettare anche le opinioni altrui?
    Non credi che se tutti i clienti dei ristoranti dovessero accapigliarsi per un giudizio positivo o negativo questi spazi diventerebbero noiosi e illeggibili?

    voglio tornare all'argomento del post.
    Per me e per il signor Mugnaini al Cacini si mangia bene e si sta bene, e lo consigliamo gli amici.
    Per te no, e lo sconsigli.
    Bene, attendiamo qualche altra opinione in proposito, fermo restando che da parte mia ho sempre EVITATO di parlar male di luoghi anche scarsi, per non danneggiare con la mia soggettività il lavoro di professionisti che comunque si impegnano per fare del loro meglio. Per questo mi son sempre limitato a segnalare i posti MIGLIORI, mai i peggiori. E questa è la mia regola sia che scriva di ristoranti (lo faccio da circa una trentina d'anni, anche su stampa nazionale e per pubblicazioni quali la Guida delle Osterie, o quella dell'Espresso) che di vino (Slow Food, Gambero Rosso ecc.)
    Inoltre mi accosto sia al lavoro del cuoco che dell'enologo, io che tecnico non sono, sempre con rispetto, perchè so in partenza che comunque io non saprei fare meglio di loro.
    Il lavoro, comunque, merita RISPETTO, anche quando riuscisse meno bene del voluto, non credi?

    un saluto a tutti

    Maurizio Fava

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    #6
  • Bruno Forieri

    Bruno Forieri

    Signor Maurizio,
    continuo ad asserire con viva convinzione che liberta' di stampa significa anche scrivere le proprie sensazioni, le percezioni vissute in un dato momento e in un determinato luogo. E sono anche un forte sostenitore della teoria, anzi mi perdoni, di una delle geniali teorie di Heminghway, dello scrivere assimibilabile all'arte della povera e terra terra scrittura.

    Inutile in questa sede, confermare che l'informatica e meglio il giornalismo 2.0 cosi' come il social web marketing, costituiscono una curiosita' cui destino risorse e tempo. Inutile anche confermare che proprio di enogastronomia mi piace trattare.

    Essenziale, più' che mai, ribadire il concetto per cui, a descrizione di una sera trascorsa in un locale, corrisponde una sensazione. Sincera suvvia, l'idea di scrivere di una immagine e pure di un momento vissuto proprio durante un convivio trascorso in un locale.

    Signor Maurizio, vogliamo forse affermare e pretendere che tutta lo spazio sociale del pianeta vivente venga a considerare il vino Sassicaia IGT un mito unico, sempre e comunque? Vivaddio esistono anche altri vignaioli o vignerons o ancora agricoltori oppure contadini che si battono per interpretare a loro modo il prodotto della naturale fermentazione del mosto d'uva.

    Concludo Sognor Maurizio, asserendo che in uno spazio Liberamente concesso a Tutti i relazionati di Vinix, vige comunque la liberta' di opinione, nel rispetto sempre, mi consenta, del codice di deontologia professionale.

    Saluti,
    Bruno Forieri.

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    #7
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    deontologia professionale implica professionalità, sono due cose inscindibili.
    nella forestale, credo che ci sia molta professionalità, ne' mai mi sognerei di sindacargliela, ad esempio.
    Hemingway era un professionista dello scrivere, e scriveva molto bene: mai una riga retorica, mai una riga inutile. Un esempio per tanti, recepito non da tutti.
    Del Sassicaia, non ho mai scritto, qualche buona bottiglia ne ho bevuto, pur non essendo la tipologia bordolese fuori Bordeaux la mia favorita. Ho bevuto anche tanti vini buoni dei vignaioli, e ovviamente alcuni pure meno buoni. Mai mi sono accanito contro questi ultimi, alcuni sono migliorati successivamente.
    Sulla libertà di espressione non accetto lezioni, da chi evidentemente non mi conosce, ne' conosce la mia storia personale. Di sicuro suoneranno stonate a chi invece la conosce.
    Detto questo, io chiudo qui definitivamente questa inutilità, non avendo altro tempo da dedicarvi.
    Non ho dubbi che arriverà l' ennesima replica, a riprova che i buoni consigli, sia pure gratuiti e a fin di bene, non sempre vengono recepiti.
    E' il destino dei grilli parlanti, o delle cassandre... anche se spesso possono aver ragione.

    MF


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    #8

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