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Caveau del Teatro

of Stefano Caffarri
  • P.za Santa Cristina, Pontremoli (MS) - Toscana - Italia
  • price range: da 31 a 50
Caveau del Teatro
FOOD: 8
SERVICE: 7
WINE LIST: 8
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Ben strano, è questo luogo di Pontremoli, meticcio e franco come può essere terra di storie infinite e mescole, sulla cui pelle nemmeno tanto raggrinzita i secoli hanno scritto cose diverse. Terra d'incontro e di confine nello stesso tempo, dove sapori rustici e sgomitanti si incontrano con soavi delicatezze d'erbe. E di genti sempre pronte a guardarti dritto negli occhi, sia per un sorriso sia per una fronte corrugata antemurale di temporali di varia furia.
E' così anche il Caveau, eccezionalmente accogliente, caldo ambiente in cui nulla è finto e dolce è il ristoro, così è l'asciutta cortesia della patronne,competente sommeliere, che ti accetta amabilmente, e non è solo un modo di dire: intanto ti avvisa senza fronzoli che più cose diverse sceglierai, più sarà lunga l'attesa. Annuisci, proseguendo nel tuo viaggio che ti sarà poi così grato.
Dunque ti accomodi ai tavoli delle piccole sale, anfratti su varii livelli adorni di suppelletti d'ogni specie e di gusto per così dire, scenografico, locandine teatrali e anticaglie: tutto sul filo di un gusto acceso e mai ridondante. Come dire, stare bene mentre ti guardi attorno, scorrendo la sobria carta con piatti creati e memorie della tradizione, le "nostre" specialità.
Dunque lasciati trasportatre nella rappresentazione: come antipasto potrai scegliere la composizione di speck e cipolla con castagne caramellate e aceto balsamico di Modena, bella, armonica e golosa. Tra i primi, i ravioli di borraggine, delicata e chiara specialità locale, ben cotti e ben conditi, ma non potrai perderti gli eccellenti testaroli con il pesto, perfetti: eterei e grossi ad un tempo, come dev'essere. Valgono il viaggio per bontà e per coerenza filologica.Lasciati sorprendere da un "fuori luogo" azzeccatissimo come i rigatoni corti del Pastificio Latini (commenda) con amatriciana d'oca, tiratissimi per cottura e perfettamente amalgamati, armoniosi e intensi, forse il piatto da ricordare.
Ma anche tra le pietanze scoverai gemme: come il carrè d'agnello di Zeri, referenza di culto, pregiato e quasi introvabile, omaggio alle stirpi di allevatori sanniti dispersi tra queste forre.
Potrai inoltre avere, ed è un altra sorpresa, il galletto disossato di stupefacente morbidezza, accompagnato da una salsa che ricorda il chili: piccante ed azzeccatissima. Frettolosi gli sformatini di melanzana, decorati da un discutibile velo di formaggio a pasta filata piuttosto avulso dal resto del piatto.
La salumeria è di qualità, e i formaggi sono scelti con cura.
Per i dolci v'è da pensare che siano in linea, per chi ha petto di arrivare.
Menzione per la carta dei vini: amorosamente scritta a mano con penna stilo (seconda commenda) con bottiglie vecchie e antiche da tutta Italia, tanta Toscana e tanto Piemonte, e un ventaglio di sceltissimi prodotti locali presentati con sobria competenza.
Spenderai attraversando tutta la carta un 40, 45 europei, valevolissimi.

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