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Osteria degli Angeli

di Stefano Caffarri
  • fascia di prezzo: da 31 a 50
Osteria degli Angeli
CUCINA: 6
SERVIZIO: 6
CARTA DEI VINI: 7
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Scendendo verso Sud dalla Metropoli, penserai. Ecco, magari scendere è un verbo eccessivo, tenuto conto del dislivello di 47 metri che separa Milano da Pavia: che ha forzato il Naviglio al suo placido scorrere, ben guardato da un ingegnoso sistema idraulico di chiuse. Ma se non scendere, diciamo spalancarsi l'occhi alle sconfinate pianure della Lomellina, gonfie di prelibati Vialoni, è comunque impresa di certo piacere.
Da chiuderseli, passando tra le intemperanze vetero industriali di capannoni semidiroccati e pertinenze agricole sbilenche. Chiuderli e di colpo spalancarli di fronte al coup de foudre di questa piega del grande canale, nella panza di Gaggiano.
Passeggiando nella premurosa zona pedonale che porta all'Osteria godrai dello spettacolo delle case in aderenza accese sull'acqua, divise dai vecchi ponti con le scale direttamente sulla strada: chiara memoria d'un tempo che non è più.
Beati gli occhi che furono, potrai finalmente varcare la soglia di questa Casa di curata apparenza, protetta da un austero campanello a richiesta.
Due piccole sale, tavoli non troppo sovrapposti, attenzione agli arredi e negli addobbi, tinte tenui e legni un po' ovunque: sì, il posto è accogliente. E lo è anche il menù, che sovrappone rimembranze lombarde a piccoli balzi, di varia pregnanza.
Dagli antipasti potrai dunque scegliere un patè di vitello con tartufo nero, di buon sapore e consistenza un po' burrosa, spento da un anonimo pan carrè, o un delicato petto d'anatra fumè con scaglie di grana e salsa d'aceto: non male, ma avremmo premiato un maggior rigore nella selezione delle materie.
Non mancherai un omaggio ai risotti, con la declinazione alla Bonarda e pasta di salame. Molto buono per armonia e composizione dei sapori, peccato quel minutino in più di cottura. Ben eseguito anche il rognoncino con ottima polenta gialla, servito "ben cotto" - magari lo preferisci en rosè - e il sapido filetto al Barbarossa.
Anche le cotolette di cervo al pepe verde risulteranno d'eccellente composizione, giusta cottura ma appena un filo resistenti al coltello.
Anche tra i dolci potrai trovare spazio, avendone.
Interessante ed "educata" la carta dei vini, che spazia sulla penisola e qualche puntata oltr'alpe.
All'osteria passerai una serata piacevole comodo e senza alcuna ansia da prestazione: e non è male: te ne andrai con la sensazione che il colpo d'ala sia dietro l'angolo, sia in cucina che in sala dove avrai un servizio sobrio e senza fronzoli, a tratti sbrigativo.
Per il volo 45 eurini.

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