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vinix grassroots market

Le Rocche del Gatto

autentico, ai confini del tempo

Salea di Albenga | Liguria

Le Rocche del Gatto è l'azienda vitivinicola di Fausto De Andreis. Dopo averlo incontrato potremmo aggiungere, un uomo al di fuori dalle tendenze del momento e intento ad anteporre le proprie idee agli interessi economici e commerciali. In continuo contrasto con le persone che reggono le sorti del vino ligure che, a suo dire, lavorano per favorire vini facili e alla moda, ma privi di una vera identità. Persone che non hanno saputo comprende i suoi vini, spesso relegati a semplici Vini da Tavola. Decisioni che hanno fatto la sua fortuna, facendolo conoscere al mondo vinicolo e lanciandolo in una “crociata” contro le istituzioni. Durante 58 vendemmie Fausto De Andreis ha saputo affinare il proprio stile in assoluta libertà, ma sempre con l’obiettivo di rappresentare il Pigato e il Vermentino “old style”. ”Non ho bisogno di guardarmi attorno per vedere quello che succede la mia strada è chiara da diversi decenni …”. (da: Nonsolodivino). La mia cantina produce vino da oltre 60 anni e questa passione ritengo mi permetta di scriverti alcune note sul vino.È ormai prassi talmente comune sedersi a tavola in un locale e chiedere un vino bianco che sia dell’anno prima, da destare stupore e meraviglia quando ti senti proporre un vino bianco più vecchio, tanto che alcuni addirittura storcono il naso credendo di essere imbrogliati da un ristoratore che cerca di “sbolognare” un vino “rimasto lì”. Nulla di più errato: dovresti sapere alcune cose sulla produzione del vino che sono note solo agli appassionati e totalmente sconosciute alla massa dei bevitori. Sul consumo del vino oggi siamo a degli assurdi, dettati da convenienze di mercato e produttive che soprattutto nei vini bianchi recano danno alla qualità del bere stesso. Così, il vino non è più espressione di un territorio, di una tradizione, del metodo del cantiniere ma è diventato una bevanda fresca, da bere subito, banale come una bibita. Grazie a queste convenienze i vini bianchi sono diventati molto simili, indifferentemente dalla loro varietà, dalle varie località geografiche di produzione e dall’andamento climatico. L’etica professionale ricevuta in eredità e maturata in decenni di vendemmie mi impedisce di proporre e di realizzare questo tipo di vini, banali e senza carattere. Trovo scorretto fare le corse per immettere sul mercato ai primi di gennaio il vino vendemmiato pochi mesi prima, per accaparrarsi il maggior numero di clienti, vantandosi di avere il vino nuovo e giovane quando di giovane quel vino non ha nulla perché è già vecchio, dal momento che la sua vita ben difficilmente supererà l’anno o due. Trovo più corretto che i vini siano prodotti nell’ottica di una loro potenziale evoluzione positiva, che possa durare tranquillamente oltre i 10 anni. I miei vini sono stati prodotti in questo modo, ecco perché ad oggi non è stato ancora imbottigliato nessun nostro vino della vendemmia dell’anno scorso. Se fosse possibile assaggiare insieme il vino dell’anno scorso e quello dei due anni precedenti molto probabilmente vi rendereste conto che il primo avrebbe bisogno di tempo per raggiungere la qualità degli altri due.Infine, un piccolo consiglio: per assaporare al meglio la qualità, il vino va bevuto ad una temperatura non inferiore ai 15 gradi perché il freddo taglia e nasconde mentre un buon vino bianco non ha nulla da nascondere, anzi!

Le Rocche del Gatto, PRODOTTI DISPONIBILI