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Vitigni e.. vignaioli autoctoni. Su Vinix ne sappiamo qualcosa :-)

di Alessandra Rossi

Autoctono e sai cosa bevi? Si, nel caso di questi vignaioli, decisamente si. I loro vini e le loro storie sono impregnati di sincerità, di tradizione riscoperta, di tanta fatica e soprattutto di un gran prodotto finale che dal primo sorso ti fa concordare col produttore: "ne valeva la pena". Dal Nebbiolo valtellinese coltivato a terrazze e quindi lavorato tutto a mano, al Moscato di Scanso - la più piccola docg del mondo - sino alle produzioni del Castello di Gabiano: diverse linee da poche migliaia di pezzi ed una, da una vite che cresce solo all'interno del castello, che arriva in tutto a 600 bottiglie. E che dire dei Lagrein invecchiati anche 10 anni? C'era di che restare colpiti, ad Autochtona quest'anno, ed infatti molti eno-giornalisti si sono meravigliati delle eccellenze presenti. Io invece, meravigliata lo sono da quando ho intrapreso questo viaggio nel mondo del vino :-) ed è con sommo piacere che divulgo queste meraviglie e scelgo di farlo nel periodo delle Feste, auspicando che il messaggio arrivi anche ai consumatori ed augurando a questi produttori che sulle nostre tavole si privilegino sempre di più questi vini, con sempre maggiore consapevolezza. Qui non c'è bisogno di spendere tante parole, su Vinix ne sappiamo qualcosa, di vitigni autoctoni, di sapori veri e di conservazione del paesaggio :-). Per chi volesse approfondire ulteriormente la conoscenza di Autochtona e di questi espositori: http://www.autochtona.it Su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=znoAb75OtA8

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