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Ewbc 2008: Roundtable on wine blog writing

di Filippo Ronco

Ecco la seconda parte della Conferenza dedicata allo scrivere sui blog del vino. Introduce la seconda sessione Ryan Opaz coadiuvato dal nostro Giampiero Nadali di Aristide.

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#3 Commenti

  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    ciao Fil,

    ho seguito la Conferenza interamente, ci sono un paio di cose che vorrei chiederti:

    - il wine blogging si pone come alternativa agli altri canali di comunicazione e promozione del vino?
    - il produttore riesce ad essere in grado di rispondere "real-time" alle richieste (intese come contatti/informazioni e non solo vendite..) pervenute tramite il suo eventuale blog?
    - quanto è credibile e percettibile questo sforzo/azione da parte di chi stà dall' altra parte del pc?

    Conferenza veramente molto interessante
    Sto imparando e questo lo devo a Voi, grazie

    emanuele

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    #1
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Ciao Emanuele,
    aspettando la risposta di Fil e di altri, ti dico un po' come la penso io.
    Facevo qualche riflessione in merito ai blog e alla comunicazione, in questi giorni, a seguito di questa bellissima conferenza e della blogfest ( qualcosa ho anche postato qui http://comunicareilvino.it/?p=257).
    Il wineblogging non è un'alternativa alla tradizionale comunicazione e promozione del vino; è un'ulteriore possibilità di comunicazione/promozione; è, tecnicamente parlando, un'ulteriore attività a disposizione del marketing e delle comunicazione.
    Parlando dell'Italia, nello specifico, è un'attività che però coinvolge un ristretto numero di persone, sia blogger che lettori; sono ancora poche le persone che usano con costanza e cognizione di causa lo strumento, sia per dare informazioni che per riceverne. E' un mondo parallelo in continua evoluzione che ogni giorno acquista consistenza e autorevolezza; quest'ultima è il vero valore aggiunto di qualsiasi conversazione in rete, e per arrivare ad averla, bisogna lavorare molto.
    Per quanto riguarda la promozione, un prodotto emozionale quale è il vino, ha bisogno, più che tanti altri, del contatto diretto, di momenti come degustazioni, fiere, incontri, visite in cantina, per essere validamente promosso; la componente umana del provo-mi emoziono-compro, non deve essere trascurata.
    Grazie ad un blog, all'interazione diretta, si crea una relazione, un legame, tra produttore e potenziale acquirente e si rafforzano le relazioni già esistenti; queste però devono essere poi sviluppate extra-web, ma alimentate anche tramite il web, che permette il real time e l'accorciamento delle distanze.
    Il blog diventa, per il produttore, uno strumento per interagire con tutti i pubblici: giornalisti, consumatori, operatori, influencer; scardina i tradizionali rapporti perchè disintermedia.
    In soldoni, è uno strumento potentissimo che bisogna imparare a gestire e sfruttare al meglio.
    Case history, Poggioargentiera, che ha completamente ristrutturato il sito con una piattaforma blog, super accessoriata. Col suo sito/blog interagisce direttamente; scrive, racconta, spiega, fa appassionare; ma nel contempo riceve feed ( si veda il tasting panel in corso), crea relazioni stabili, sia personali che commerciali. Vignaiolo 2.0 per eccellenza, come lo definisco io.
    Con la tecnologia a disposizione, è tanto facile scrivere un post e comunicare a mille persone; molto più facile e meno costoso ( per certi punti vista) che che fare mille telefonate per dare la medesima notizia o acquistare una paginata su una rivista.
    Pamela

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Emanuele, scusa il ritardo nel risponderti.
    Vado con ordine.

    - il wine blogging si pone come alternativa agli altri canali di comunicazione e promozione del vino?

    Direi di no e sono d'accordo con Pamela.
    Il wine blogging si pone come alternativa rispetto alla carta stampata o al vecchio modo di fare informazione. Ma visto nell'ottica del produttore di vino è solo una delle strategie che si possono intraprendere per avvicinarsi ai propri destinatari (dobbiamo provare a smettere di chiamarli consumatori).


    - il produttore riesce ad essere in grado di rispondere "real-time" alle richieste (intese come contatti/informazioni e non solo vendite..) pervenute tramite il suo eventuale blog?

    Direi che i commenti sono fatti apposta per questo e sono il sale della conversazione. Il blog serve ad aprire un canale di comunicazione diretto tra te (azienda) e le persone interessate a quello che fai. Ovviamente non abbandonerai mai strumenti come l'e-mail, skype, ecc.


    - quanto è credibile e percettibile questo sforzo/azione da parte di chi stà dall' altra parte del pc?

    Io credo che quello che si percepisce è se uno lo fa con l'anima oppure no. Se uno scrive col cuore troverà sicuramente la sua nicchia. Si percepisce perfettamente anche se racconti cazzate. Non farlo mai. :-)


    Fil.

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    #3

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